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    • IEO per le donne 2021 Il 14 giugno alle 17 sulla pagina fb dello IEO https://www.facebook.com/IstitutoEuropeoDiOncologia ci sarà 'IEO per le donne 2021', un'occasione per fare domande su prevenzione, diagnosi precoce e novità nella cura agli specialisti IEO. Normalmente questo evento si svolge in un teatro e affianca all'informazione l'intrattenimento con personaggi dello spettacolo (tra gli altri Lella Costa, Serena Dandini, Mara Maionchi). Quest'anno dovremo accontentarci dell'informazione senza intrattenimento ma in cambio l'evento sarà accessibile a tutti. Partecipate se potete, ne vale la pena

      Iniziato da: silviach

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    • 16/06/2021 at 22:10

      aster

    • Scoperto tassello mancante che spiega crescita dei tumori ANSA.itSalute&BenessereToggle navigation Scoperto tassello mancante che spiega crescita dei tumori Studio con Bambino Gesù e Tor Vergata apre strada a nuove cure Redazione ANSA 15 aprile 202109:35 Nel sangue gli indizi per trovare le tracce dei tumori quando sono in uno stadio molto precoce (fonte: mattthewafflecat/Pixabay) © AnsaFOTO Scoperto il tassello mancante che spiega come proliferano le cellule tumorali. I ricercatori dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e dell'Università di Roma Tor Vergata, in collaborazione con altri Centri di ricerca europei e statunitensi, hanno Individuato per la prima volta il rapporto tra due particolari proteine, Ambra1 e Ciclina D: quando è sbilanciato, si innesca il processo tumorale. La scoperta apre la strada a terapie specifiche, contro molti tumori degli adulti e dei bambini, che inibiscono il sistema di difesa delle cellule malate sino alla loro autodistruzione. Lo studio, sostenuto da AIRC, è pubblicato su Nature. Nel corso delle indagini, i ricercatori hanno infatti notato che in caso di assenza o di scarsa quantità di Ambra1, la Ciclina D non viene distrutta come dovrebbe e, quindi, si accumula. A causa di questo accumulo, le cellule cominciano a dividersi a velocità incontrollata, il DNA si danneggia e si innesca la formazione di masse tumorali. Lo squilibrio dei livelli delle due proteine è stato riscontrato in molti tipi di tumore tra cui l'adenocarcinoma polmonare, il sarcoma e il glioblastoma. La scoperta di questo meccanismo, chiariscono i ricercatori, apre importanti prospettive terapeutiche. Lo studio del Bambino Gesu descrive infatti anche la sperimentazione di una terapia per i tumori basati sullo squilibrio di Ambra1 e Ciclina D. Non essendo disponibili, ad oggi, farmaci in grado di agire direttamente sulle due proteine per ripristinarne la giusta quantità, i ricercatori hanno individuato una soluzione alternativa che sfrutta uno dei punti deboli delle cellule tumorali: il sistema di riparazione. La grande velocità con cui le cellule cancerose si dividono genera una serie di errori nel loro DNA che vengono via via corretti da un sistema di enzimi (presente in tutte le cellule del corpo umano) che consente loro di sopravvivere e proliferare. Se il processo di riparazione viene però inibito, le cellule cancerose malate accumulano così tanti difetti da andare incontro all'autodistruzione. La terapia (un mix di farmaci specifici chiamati inibitori del sistema di riparo) è stata sperimentata con successo su modelli cellulari e animali: il tumore è regredito ed è aumentata la sopravvivenza. La ricerca, quindi, suggerisce che questa strategia di cura, già utilizzata per il trattamento di alcuni tipi di tumore dell'uomo, potrà essere applicata anche ai pazienti con la combinazione Ambra1-Ciclina D alterata. Risultati della ricerca sono ulteriormente confermati da altri due studi internazionali, condotti negli Stati Uniti - a New York e a San Francisco - che, da punti di partenza differenti, arrivano alla stessa conclusione: Ambra1 controlla Ciclina D. Per l'alto valore scientifico della scoperta, i tre studi sono stati pubblicati in sequenza sullo stesso numero della rivista scientifica Nature RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

      Iniziato da: katya

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    • 03/05/2021 at 03:10

      katya

    • Farmaci early access Segnalo un articolo dal Corriere della Sera che ho trovato molto interessante, a proposito di farmaci di non immediata disponibilità: https://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/20_dicembre_22/tumori-complesso-poco-sfruttato-early-access-che-fa-arrivare-prima-cure-piu-nuove-malati-319c6c96-4372-11eb-b5b3-83b8489836bd.shtml

      Iniziato da: beba2010

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    • 23/12/2020 at 00:43

      beba2010

    • giornata nazionale del cancro al seno metastatico https://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/20_ottobre_13/istituita-giornata-nazionale-tumore-seno-metastatico-anche-italia-si-celebra-13-ottobre-a176d588-0cae-11eb-9132-b1bfc55a3cab.shtml oggi è la giornata dedicata al "nostro" quarto stadio. quarantamila donne circa, mica poche. importante che si cominci a pensare a un'attenzione più mirata, a corsie preferenziali (in parte mi risultano già esserci), alla presenza di psico oncologi

      Iniziato da: beba2010

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    • 13/10/2020 at 13:16

      kay74

    • IEO per le donne 2020 quest'anno, per ovvie ragioni, IEO per le donne si potrà seguire online. di seguito il link alla pagina: https://www.facebook.com/IstitutoEuropeoDiOncologia l'appuntamento è per oggi, 25 giugno, alle 18.

      Iniziato da: beba2010

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    • 25/06/2020 at 17:41

      gretel

    • Farmaci preventivi Su El País di oggi (https://elpais.com/elpais/2020/01/14/ciencia/1579004263_236489.html) un’intervista al presidente del gruppo spagnolo di ricerca sul tumore al seno. L’articolo è abbastanza accessibile anche per chi non parli spagnolo (e poi c’è sempre Google translator). A parte le peculiarità del sistema iberico, con i problemi che nascono dalla consistente autonomia regionale in tema di sanità - che ignoro se siano applicabili anche a noi - e a parte le (corrette, secondo me) considerazioni sull’inutilità di sovvenzionare farmaci costosissimi che hanno un effetto solo molto relativo sulla malattia, mi ha colpito una cosa. L’intervistato sostiene che da tempo si sa che alcuni farmaci “nostri” e di uso comune (cita tamoxifene, exemestane, anastrozolo) se somministrati in prevenzione a donne sopra i 50 riducono sensibilmente il rischio di ammalarsi. Parliamo, ovviamente, di cancro ormonoresponsivo in donne in menopausa o quasi.  è la prima volta che leggo una notizia del genere e mi chiedo se qualcuno ne avesse notizia, e se siano mai stati avviati studi somministrando a donne sane i predetti farmaci, a scopo preventivo. Grazie.

      Iniziato da: beba2010

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    • 22/01/2020 at 19:13

      danny-la-mangusta

    • Ribociclib Ecco a voi gli ultimi aggiornamenti sul Ribociclib ( domani inizierò il mio 28° ciclo!!!!) Presentati a Chicago i risultati di una cura che migliora nettamente la sopravvivenza: Ribociclib è il primo inibitore CDK4/6 a dimostrare una sopravvivenza così alta nelle donne giovani con un carcinoma avanzato o metastatico Una delle presentazioni più attese a Chicago, al congresso annuale dell'American Society of Clinical Oncology, quella del tumore al seno avanzato o metastatico nelle donne giovani e giovanissime. Sotto i 39 anni, infatti, i casi di tumore al seno aggressivo stanno aumentando. E, per la prima volta, uno degli ultimi farmaci approvati per questa malattia ha dimostrato di riuscire ad aumentare la sopravvivenza complessiva (e non solo quella libera da progressione della malattia). Parliamo del ribociclib: dopo 42 mesi di follow-up, la sopravvivenza globale è stata del 70% per le donne trattate in prima linea con la combinazione ribociclib più terapia ormonale standard, rispetto al 46% di chi è stato trattato con la sola terapia ormonale standard (un inibitore dell'aromatasi o tamoxifen). Complessivamnte, il rischio di morte risulta ridotto del 29%. Sono questi i risultati finali dello studio MONALEESA-7, pubblicati anche sul New England Journal of Medicine. “Risultati così d'impatto sono quelli che speriamo di osservare in ogni studio clinico e raggiungerlo in una malattia inguaribile come il tumore al seno metastatico è un incredibile avanzamento per le pazienti”, commenta Sara Hurvitz, Medical Director della Jonsson Comprehensive Cancer Center Clinical Research Unit e Director of the Breast Cancer Clinical Trials Program presso UCLA. Lo studio Ribociclib è un inibitore delle chinasi ciclina-dipendenti 4 e 6 (CDK4/6, due proteine che sottostanno alla progressione del tumore), approvato in Europa alla fine dello scorso anno per il trattamento di prima linea delle donne in premenopausa con un tumore al seno avanzato o metastatico, positivo ai recettori ormonali (HR+/HER2-). Lo studio MONALEESA-7 (di fase III, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo) ha riguardato 672 pazienti tra 18 e 59 anni. Questi risultati, raggiunti in anticipo rispetto a quanto atteso, aggiungono informazioni sia sull'efficacia sia sul profilo di sicurezza del farmaco, che risulta essere particolarmente attivo contro le CDK4: molecole che sembrano essere davvero cruciali nello sviluppo del tumore al seno e nella sua progressione. Ed è importante che anche l'Italia abbia partecipato. "Abbiamo avuto un ruolo da protagonista nel programma di ricerca clinica per lo sviluppo di ribociclib con circa 1.000 pazienti inclusi negli studi - afferma Michelino De Laurentiis, direttore del Dipartimento di Senologia all'Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale di Napoli - l'obiettivo è la cronicizzazione del carcinoma mammario metastatico. Un traguardo sempre più vicino". Il significato della sopravvivenza globale L'aumento di sopravvivenza generale è un obiettivo difficile da raggiungere: è una misura diretta (al contrario della sopravvivenza libera da malattia) per capire se il trattamento è realmente in grado di aumentare l'aspettativa di vita delle persone colpite dal tumore. Dimostrare che un farmaco può aumentare la sopravvivenza generale è spesso difficile negli studi clinici, sia perché richiede di seguire i pazienti per tutta la loro vita, sia perché spesso questi ricevono molte linee di trattamento e la variabilità nella sequenza in cui vengono assunti può rendere difficile misurare in modo corretto questo parametro.   Il tumore al seno metastatico Il tumore al seno metastatico è la principale causa di morte per malattia oncologica nelle donne, in particolare nella fascia più giovane, tra 29 e 59 anni. Il rischio di sviluppare metastasi dopo una prima diagnosi di tumore al seno è stimata intorno al 20-30%. Nel caso di tumore sensibile agli ormoni femminili, un rischio sembra permanere anche dopo oltre 10 anni dalla prima diagnosi. In Italia una prima stima dei registri tumori (Airtum), indica che le donne che oggi vivono in Italia con tumore metastatico siano oltre 37 mila, ma non esiste ancora un registro ad hoc che tenga conto di incidenza e prevalenza reali. “Le donne giovani con un tumore metastatico vivono una condizione difficilissima”, conclude MJ DeCoteau, Executive Director della non profit canadese Rethink Breast Cancer: “Possono essere studentesse, mamme o appena all'inizio della loro carriera. Sapere che un trattamento già approvato ha dimostrato di poterle aiutare a vivere più a lungo è molto importante e dà speranza”.

      Iniziato da: uffola

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    • 07/12/2019 at 12:36

      mary

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