Forums › Sessualità e affetti › Sindrome del nido vuoto
- Questo topic ha 4 risposte, 3 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 21/03/2026 at 07:32 da
Picchio.
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18 Marzo 2026 alle 23:46 #24623
Sono giunta oggi alla laurea della mia terza figlia, la più piccola.
Tra poco andrà a lavorare altrove: ha rifiutato un’offerta nella stessa città dove abitiamo.
Sento che giustamente ha voglia di esperienze.
Nella retrocassa del mio cervello, insieme alla gioia per la sua laurea e alla felicità perché si sente pronta ad affrontare il mondo, ho un po’ di angoscia perché so che mi ritroverò sola in casa.
Sono vedova da 21 anni, non mi possono suggerire di riscoprire il rapporto di coppia..ovviamente, e nelle mie condizioni di paziente metastatica non credo di poter e voler aspirare ad un compagno.20 Marzo 2026 alle 08:41 #24628Le tue riflessioni carissima Picchio mi hanno commossa.. capisco, o almeno cerco di capire, che cosa stai provando adesso che la tua più piccola passerotta prende il volo lontana da casa…ma non sarà mai lontana da te. Angoscia, soddisfazione, orgoglio, preoccupazione…ma soprattutto solitudine. Le altre due figlie hanno già lasciato il nido?
In quanto alla tua lunga vedovanza e alla situazione sanitaria che stai vivendo, perché mettere vincoli al destino? Non si può sapere (legge universale) che cosa la sorte può preparare per ognuno di noi….ed un compagno all’orizzonte che renda più morbido il futuro, può anche essere preso in considerazione….malattia o non malattia.
Non ti chiudere nei vincoli di un ipotetico impossibile….chissà. Intanto vivi con soddisfazione di madre il successo della tua “bambina”…poi si vedrà.
Ho imparato a conoscerti cara Picchietta, e sento un legame fra di noi per sentimenti, emozioni, sarcasmo (a volte) e voglia di farcela. Forza, tiremm innanz. Gilli.
20 Marzo 2026 alle 10:23 #24629grazie Gilli per la tua risposta!!!
Le altre due “bimbe” (come si dice a Livorno) sono già in giro.
Sono contenta che vada, anche se non sa ancora dove, ma sono convinta che per un figlio/a sia assolutamente necessario staccarsi dalla “casa madre” per crescere.
In quanto al compagno, beh non so… forse per un attimo ho sottovalutato la forza delle amiche ? 🙂
Tiremm innanz… mi piace, mi piace Gilli cara!!!
20 Marzo 2026 alle 16:46 #24631Cara Picchio, come ti capisco. Qui siamo in una fase di mezzo: uno è già fuori casa da 4 anni, una da due e una da uno. Ma le due ragazze rientrano questo autunno per finire gli studi. Questo è stato il primo anno in cui in casa non c’era nessun bimbo… ti dirò una cosa: all’inizio ero molto spaventata e i primi tempi sono stati strani. Un alternarsi di nostalgia e entusiasmo per le loro giovani vite che prendono forma. Poi è subentrata l’abitudine anzi: nuove abitudini, alcune delle quali davvero piacevoli.
A dicembre, quando ho avuto la diagnosi, in un primo momento il fatto che fossero tutti lontani (due all’estero) mi sembrava intollerabile. Sentivo che questa mia malattia avrebbe rovinato le loro vite, che saremmo tutti affondati in una palude di dolore e che loro avrebbero dovuto/voluto interrompere i loro progetti per “colpa” mia. Lo so, sembra un delirio a scriverlo ora, ma era quello che io e mio marito provavamo nell’immediato. Ci siamo fatti aiutare da una psicologa specializzata e non scorderò mai le sue parole “signora, si ricorda quando LEI aveva 20 anni? Si ricorda la potenza della Vita che ci chiama? Del mondo che ci aspetta?” Per un attimo mi sono sentita 20enne, e ho ricordato quanta forza ed energia si hanno a quell’età. Loro non hanno interrotto i loro percorsi di vita, stanno affrontando la mia malattia con dolore ma anche con una forza alimentata proprio dalla loro gioventù e intraprendenza. E io vengo nutrita a mia volta da questa forza. Sono lontani, ma mi stanno vicini come non mai.
Hai citato le amiche: grandissima risorsa! Quelle storiche, certo, ma se ne possono fare di nuove (meno impegnativo di una nuova relazione, e magari più divertente ;))
In ogni caso concordo con Gilli: non sappiamo cosa ci riserva il futuro, e soprattutto a noi fa bene, credo, godere momento dopo momento di quello che la vita ci offre (anche magari perchè no un nuovo legame sentimentale).
21 Marzo 2026 alle 07:32 #24634Bella questa tua apertura, montanara!!
Amiche di lungo corso e amiche incontrate per strada! Si, amiche ed amici sono una grande risorsa.
E cmq, non precludiamo nulla alla vita!! 😀
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