Forums › Le nostre storie › Riflessioni serali….
- Questo topic ha 2 risposte, 2 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 06/04/2026 at 19:54 da
StellaS.
-
AutoreRisposte
-
1 Aprile 2026 alle 22:39 #24706
Ciao ragazze, da qualche giorno ho iniziato a fare delle riflessioni, ho fatto delle ricerche, e mi sono documentata su casi di persone che sono guarite o che comunque hanno avuto delle remissioni dalla malattia, pur avendo tipologie rare di tumori ed essendo al IV stadio.
Tutte queste storie, alcune delle quali raccontate dettagliatamente in numerosi libri, hanno un minimo comune denominatore: raccontano di un profondo cambiamento nel modo di vivere di queste persone, più che altro di un cambiamento identitario.. di un movimento verso l’autenticità di se stessi e l’abbandono di un ruolo che ci siamo costruiti o che ci e’ stato delegato.
Le frasi tipiche sono: il cancro non mi ha insegnato ad essere forte, mi ha insegnato ad essere vera, una sorta di cambiamento di prospettiva ma non per fuggire bensì’ per tornare a se’ stessi ed iniziare a vivere per se stessi; non mi abbandono più, non mi tradisco più per tenere gli altri tranquilli; ero gentile con tutti, tranne che con me stessa; il cancro mi ha costretta a sedermi e sedendomi mi sono trovata.
Insomma queste testimonianze raccontano di persone che dopo la diagnosi sono arrivate a un punto di rottura, hanno capito che con la malattia il corpo stava comunicando che qualcosa, nel vecchio modo di vivere, non stava andando nel verso giusto.
Leggendo tutto questo mi sono resa conto che anche io molto spesso non sono stata autentica, per essere forte ho negato e soffocato la sofferenza per la separazione dal mio ex marito, volevo essere una figlia perfetta, ho evitato i conflitti e spesso non dicevo cio’ che pensavo veramente per non averne, ho sempre cercato di essere super performante al lavoro, ho lasciato aperte relazioni con persone tossiche o drenanti che si lamentavano di tutto in ogni telefonata o ogni occasione di incontro e ho vissuto nella paura… paura di stare male di morire della recidiva…. Adesso credo di essere arrivata a questo famoso punto di rottura, magari non in forma cosi’ dirompente o deflagrante come lo avevo immaginato, ma con un processo lento fatto di respiri, meditazione, ascolto di se, disegni con gli acquerelli passeggiate…
Da ora in avanti vorrei essere una persona diversa, è difficile perche’ in qualche modo il ruolo che mi ero costruita attorno mi rassicurava, ma e’ necessario; ultimamente non riuscivo a trovare nulla che creasse in me’ anche solo un micro-senso di vitalità…
Volevo condividere con voi.
Buonanotte e un abbraccio forte a tutte.5 Aprile 2026 alle 09:23 #24737Carissima Stella,
leggendo la tua riflessione mi sono ritrovata in tutto e per tutto nelle tue parole.
Vogliamo essere sempre perfette, negando la nostra autenticità, quella vera, ci siamo costruite (molto spesso lo abbiamo fatto noi stesse senza imposizioni da altri) un ruolo di cura, siamo madri, mogli, figlie che non deleghiamo e che facciamo tutto per ricevere il riconoscimento dagli altri (che in genere non arriva).E questa dinamica (ovvero il riconoscimento che molto spesso non arriva) avvelena in modo pesante il nostro spirito, pensiamo di non valere abbastanza e aumentiamo ancora di piu’ la ricerca di questa riconoscenza, a danno del nostro spirito, della nostra mente e del nostro corpo.
Per essere veramente noi dobbiamo volerci bene, non abbracciare il ruolo di “guerriera” per compiacere, se non lo sentiamo nostro abbiamo tutto il diritto di negarlo. La guarigione o, anche solo la cronicizzazione della malattia, sono anch’io convinta che parta dalla nostra mente che, se non è alimentata da un benessere quotidiano, fatto di amore verso se stessi e di consapevolezza, fatica ad arrivare, in quanto uno spirito debole non aiuta fisicamente.
Fare le cose che piu’ ci piacciono è un buon punto di partenza, ma non è tutto. Bisogna acquisire la forza di portare avanti cambiamenti, questi includono anche la possibilità di interrompere relazioni tossiche o atteggiamenti che bloccano il nostro benessere, e non ci permettono di acquisire quella serenità fondamentale in un processo di guarigione.
Pensa che io sono andata a lavorare facendo la chemio neoadiuvante prima dell’intervento al seno. Oggi, mia figlia oramai cresciuta, mi ha detto come ho fatto a volermi così male …sono parole che mi hanno fatto profondamente riflettere..
Per attuare questo forte cambiamento penso possa essere anche utile farsi aiutare da un professionista che ci possa prendere per mano e guidarci, che riesca a darci gli strumenti necessari per andare avanti da sole e per ritrovare, anche nella malattia, un nuovo benessere, in modo che anche noi si possa finalmente essere vere..
Ti abbraccio forte e ti auguro una serena Pasqua..e raccontaci come sta andando il tuo personale processo di rinascita di una nuova “te”
-
Questa risposta è stata modificata 2 settimane, 3 giorni fa da
mauraanna.
6 Aprile 2026 alle 19:54 #24742Hai proprio ragione Maraanna, molto spesso sono stata gentile con tutti tranne che con me stessa.
Bisogna volersi piu’ bene e accettare chi siamo, in ogni parte di noi, inclusa la paura.Alle volte è necessario fermasi e chiedersi cosa voglio fare davvero? quale messaggio mi sta mandando il mio corpo? e cosa farei della mia vita oggi, se fossi perfettamente guarita e in salute? Probabilmente le risposte direbbero qualcosa di profondamente diverso dalla vita che abbiamo vissuto sino ad oggi…
Il percorso è difficile e il cambiamento fa’ sempre paura ma e’ un viaggio che voglio intraprendere, e probabilmente sarebbe più facile farlo con l’aiuto di un professionista.
Questo sara’ uno dei prossimi obiettivi : ammettere di avere bisogno di qualcuno fa già parte del percorso di trasformazione.
Grazie delle tue paure Buona Pasqua e a presto.
-
Questa risposta è stata modificata 2 settimane, 3 giorni fa da
-
AutoreRisposte
- Devi essere connesso per rispondere a questo topic.
