Forums I nostri Pensieri Incontri

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  • #12811
    beba2010
    Moderatore

      Una specie di riflessione non richiesta.
      Quando mi sono ammalata, ormai sedici anni fa, c’è stata la prima fase “perché a me?” con l’idea di essere l’unica sf…ortunata (ci stava meglio un’altra parola, ma rispettiamo la policy del sito) in un mondo di gente che sembrava uscita dalle pubblicità del Molino Bianco. Tutti belli felici realizzati apprezzati ricchi, gente che il cui peggior problema era la partecipazione all’assemblea condominiale, e poi ci sei tu, la pecora nerissima, con un fottutissimo (scusate) cancro a 36 anni.
      Fase fisiologica, ma pericolosa: se non la superi (da sola, o con qualsiasi aiuto) finisci per accartocciarti in una spirale di depressione e autocompatimento in cui ti ritagli il ruolo (anche compiaciuto) della martire incompresa. Insomma, una vita da schifo.
      Ma poi c’è la fase successiva. Quella in cui – dopo aver scoperto che intorno a te ci sono tantissime persone con il tuo stesso problema – pensi di aver trovato una specie di Eden, in cui le “tumorate” sono, a prescindere, bellissime persone, empatiche e disponibili.
      Seconda fase fisiologica da gestire. La malattia non necessariamente migliora le persone: te ne accorgi quando, ad esempio, ricompare l’amica che non sentivi da anni che, dopo giri di parole, ti rovescia addosso il suo panico perché nell’ultima mammografia le hanno trovato qualcosa, piange al telefono, ti chiama ventitré volte al giorno, chiede conforto, chiede informazioni, chiede notizie sulle terapie. Poi, manco a dirlo, appena accertano che non ha nulla, riscompare nell’oblio. Tanto, non le servi più.
      Altra fase fisiologica per cui capisci che gli accidenti della vita non migliorano le persone, ma ne amplificano alcune caratteristiche. Chi è già empatico di suo, pure a fatica, diventa una gemma preziosa. Gli altri peggiorano, tra egoismi, invidie (cosa ci sarà mai da invidiare, in una esperienza che ti devasta la vita), egocentrismi e piccolezze varie. Facili da identificare, quelli della seconda categoria: non si pongono mai il problema dell’effetto che i loro comportamenti potrebbero avere sugli altri.
      Tutta questa premessa per raccontare un’esperienza.
      L’ultima terapia un po’ faticosa che mi è stata prescritta, prima di questa specie di pausa che sto celebrando ogni minuto, prevedeva, nella struttura in cui mi curano, una lunga idratazione prima e dopo la somministrazione del chemioterapico, con due notti di ricovero. Niente drammi, anche se è una scocciatura: per fortuna ci si può organizzare lavorando, ascoltando musica, guardando serie e film sulle piattaforme, leggendo. E poi gli effetti collaterali erano pochi e ben gestibili.
      Il fatto è che la stanza di ricovero ha due letti, quindi, ovviamente, c’è un obbligo di convivenza in momenti in cui normalmente non si dà il meglio di sé.
      Nei cinque cicli mi è capitato di tutto.
      Il peggio: una ultra settantenne che ha pianto, mugolato e singhiozzato per due giorni, ripetendo “perché a me? Cosa ho fatto per meritarmi questo?”. Che poi, un reparto di ricovero di oncologia medica non è il club del cucito, e frasi del genere pronunciate da una che ti racconta pure di essere stata due volte in ospedale in vita sua, e solo per partorire la prole, ti provocano istinti omicidi che trattieni solo perché non vuoi proseguire le cure dietro le sbarre. Pessimo però il mio rientro a casa, con incubi per due notti.
      L’imprevedibile: una tizia più giovane di me che appena entrata piazza il televisore a volume inquietante su retequattro e si spara di fila Beautiful, Forum, Maria De Filippi, non so che altro (per fortuna ho sempre con me le cuffie) e – soprattutto – tiene la suoneria del cellulare (brano musicale da me non identificato) al massimo per due giorni. In un ospedale. Oltretutto convinta di sapere, per cui ti racconta che cancro e tumore sono due cose diverse, ed è meglio avere un tumore perché il cancro corre più veloce (lo so, lo so, vorreste il suo numero di telefono per altri super consigli oncologici, ma ovviamente mi son ben guardata dal chiederglielo).
      Il boh: l’altra ultra settantenne che ti dice che non si è vaccinata perché ha le vene delle gambe un po’ in evidenza (boh, appunto) e che quando le dici che ti sciroppi farmaci oncologici da sedici anni ti guarda con un misto di compatimento e incredulità, perché in fondo pensa che una nelle predette condizioni dovrebbe almeno sembrare un cadavere, per essere nel ruolo, e tu, al momento, fingi ancora bene.
      La meraviglia: tre donne favolose. Una trentenne milanese, mamma di un bambino con qualche problema di salute, alla sua ultima chemio dopo un anno difficilissimo, che stava organizzando l’”addio al tumorato”, simpatica, piena di vita. Una bellissima ragazza calabrese, anche lei prossima alla fine del (primo, purtroppo) blocco di terapie dopo operazioni pesanti. Una giovane donna siciliana, alla sua prima chemio rossa, entrata spaventata come un uccellino implume e uscita trasformata. L’ho rivista, lei, proprio ieri (la mia breve vacanza sicula): è passata ai taxoli, lavora, vive. Una persona bellissima.
      Insomma, non so se ci sia un senso, in tutto quello che ho scritto.
      Ma se avete bisogno di essere ricoverate, non dimenticate MAI gli auricolari.

      #12816
      uffola
      Moderatore

        Cara Beba… condivido i vari passaggi del tuo messaggio, tra l’altro adoro il tuo modo di esprimerti.
        Quanto sono per me familiari le varie fasi ( anche io scoperto da giovanissima – 31 anni). In 12 anni di IEO, tra intervento, radio, esami e visite ne ho viste parecchie. Per scelta ho cercato di rimuovere il prima possibile ogni incontro ” traumatico” dove le frasi sconvenienti erano a dir poco sconvenienti. Allo stesso tempo ho avuto modo di conoscere delle persone meravigliose, alcune diventate amiche, altre di passaggio ma che hanno lasciato cmq in me qualcosa di prezioso.
        Ricordo sorrisi, battute, abbracci, parole di conforto e comprensione… anche sane risate.
        Non sono solita invece portare le cuffie lo ammetto… però per scelta tendo ad isolarmi se posso, come autoprotezione, non di certo per senso di superiorità, supponenza o altro.
        Non so se sia giusto o sbagliato, sicuramente a volte lo sento inevitabile.
        Credo però che dopo questo tuo messaggio… sicuramente in borsa metterò un paio di cuffie…in caso di necessità 😅

        Un abbraccio forte roccia mia ❤️

        #12832
        Love 13
        Partecipante

          🤣🤣😃😃😃Beba ho letto tutto..ti leggo sempre con un grandissimo piacere…io non sono brava come te..non so neanche come risponderti…😅..dico solo che SEI UN MITO…SEI FORTE…PER ME…in tutto quello che dici ha sempre senso…siii..con certa gente ci vuole sempre le cuffie..e non solo in ospedale😄

          #12833
          Love 13
          Partecipante

            Ahhh…Beba avevi 36 anni…e queste 70 enne lamentose che si lamentano per niente…non si può..🤦‍♀️

            #12834
            Pallina
            Partecipante

              Beba, la tua riflessione non richiesta è godibilissima.
              Sembra proprio che tu possieda la “leggerezza” come la descrive Calvino e ti invidio 😉😉 per questo.
              Mi sono ammalata in pieno Covid, quindi non ho avuto possibilità di un vero contatto con altre pazienti, anche perché, lo ammetto, sono poco propensa a chiacchierare in sala d’aspetto, a distanza ravvicinata, con le mascherine che rendono difficile capirsi senza alzare la voce. Porto delle cuffie “invisibili”!
              Ma ci siete voi! Vi ho lette per mesi prima di decidermi ad iscrivermi e alla fine, non per ragionamento, ma seguendo il mio istinto emotivo, ho deciso, e voi mi sembrate tutte splendide e luminose, compagne di viaggio, di vita, di pensieri e di emozioni.

              #12842
              fede21
              Partecipante

                Cara Beba, io penso che tu debba iniziare a scrivere. Non della tua esperienza riguardo la malattia (basta questo gruppo suppongo), ma in generale.. hai una padronanza di linguaggio e una capacità nel sviluppare la narrativa unica, per non parlare della tua spiccata ironia che devo dire è un grandissimo pregio, il saper sdrammatizzare e ridere anche nelle avversità non è da tutti, anzi.

                Pensaci! Consiglio mio e di mamma che è prof.ssa di lettere (di quelle prof che non se ne trovano più, amante dell’insegnamento didattico come poche) ✌🏻

                #12848
                scarlet
                Partecipante

                  Beba, credo che tutte noi abbiamo letto con interesse ciò che hai scritto e che racconta una parte di te, quella che vive tutti i giorni determinate situazioni anche complesse. Non è facile affrontare queste cose, per di più a giovane età. E proprio in certi momenti che ti rendi conto di ciò che hai intorno, le priorità delle persone e ciò che le caratterizza. Sono molto restia ad effusioni, ma in questo momento un abbraccio forte forte da stritolarti, te lo darei. Sei forte e speciale e un esempio per tutte quelle che affrontano la pesantezza di questa malattia.

                  #12914
                  Eli75
                  Partecipante

                    La nostra BEBA … se non ci fosse, bisognerebbe inventarla ❤️

                    Eli

                    #12918
                    chiarinu
                    Partecipante

                      …parlando di incontri mi si apre un file..enorme..tipo storia del cinema dai tempi antichi sino ad oggi…ma quelli che mi hanno deliziata e tormentata di più sono stati quelli diciamo “cieli connessi”..una storia che vi racconterò..vi dico solo che la diagnosi mi è arrivata tramite un sogno..e il tormento di dover raccontare alle eminenze scientifiche questa cosa..mi guardavano come..se volessi prenderli x i fondelli..nella seconda fase..quando se ne parlava..arrivava la domanda fatidica..”ma come te ne sei accorta”…
                      Ma a proposito d’incontri..potremo mai incontrarci una volta..Torino..Milano..Roma .fate voi..sarebbe jun grande regalo ..cosa ne pensate?

                      #12919
                      chiarinu
                      Partecipante

                        Beba..ti vorrei con ombrellino in testa .tipo guida turistica..e bandierina..eh..ehh

                        #12921
                        Love 13
                        Partecipante

                          Chiarinuuu…che bella cosa…sii..😍😍sarebbe bello incontrarci..con un po di organizzazione si potrebbe fare😍…
                          Siii…🤣immagino anche io la nostra Beba con un bel cappellino…🤣😍❤
                          Sarebbe veramente bello…un terapia per noi tutte…una giornata particolare tutte insieme…

                          #12925
                          beba2010
                          Moderatore

                            Ai tempi del vecchio forum abbiamo organizzato parecchi incontri. C’era il gruppo ristretto di milanesi per merende sfiziose, e poi ci siamo viste varie volte a Firenze (il posto giusto per arrivare con qualunque Frecciarossa, da nord o da sud).
                            Che ne dite di pensarci a settembre? Fa troppo caldo adesso!
                            (No, per vedermi con l’ombrellino in testa dovrete legarmi!)

                            #12927
                            Susanna
                            Partecipante

                              Arrivo volentieri da padova!

                              #12930
                              ele474
                              Partecipante

                                io ci sto!

                                #12931
                                aster
                                Partecipante

                                  Anche a me piacerebbe. Settembre è un mese perfetto 💕

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