Forums I nostri Pensieri Accettazione

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    Risposte
  • #24925
    Oli
    Partecipante

      Buongiorno Dure,

      Spero che questo post non infastidisca nessuno ma ho sentito il bisogno di dire due parole sul mio stato mentale di questi ultimi giorni.

      Io sono portatrice di un tumore solo da 6 mesi, e spero tanto di essere solo all’ inizio di un viaggio lungo, anche se pieno di paure e incertezze.

      Dalla tac del 5 scorso è cambiato qualcosa nel mio modo di vivere tutto questo. Credo di aver fatto un passo in direzione dell’ accettazione di quello che mi aspetta. So che il consiglio migliore da dare e da seguire è il famoso mantra “un giorno alla volta”, ma io sento il bisogno prima di dare un’ occhiata in avanti, e dopo che ho visto cosa c’è allora ok, torno dove sono e vivo un giorno alla volta.

      Premettendo che sono molto grata e felice del tempo che la scienza ci sta regalando, anni nella maggior parte dei casi che fino a pochi anni fa ci sarebbero stati negati, voglio prendere atto che questi anni sono tanti, ma sono anche pochi. E negli ultimi giorni mi pare di aver compreso questo concetto, di averlo fatto mio, e di essere vicina all’ accettazione (che non è uno stato passivo in cui sono rassegnata al peggio, ma uno stato di serenità e positività consapevole ).
      Non so se ho reso l’ idea e se quello che ho scritto ha senso per qualcuna di voi…ma penso di sì.

       

      #24930
      Picchio
      Partecipante

        si Oli hai reso.

        il problema dell’essere meta-stat è che è come se tu avessi qualcuno dietro che ti ripete il mantra “ricordati che devi morire, fratello”… hai presente il film di Troisi ? E tu sei li che dici “mo’ me lo segno”  ma intanto per fortuna vivi

        #24933
        montanara
        Partecipante

          Cara Oli, ho letto il tuo post con emozione, perchè mi ci rivedo tanto.

          Come sai sono metastatica anche io da 6 mesi, e anche io ho appena dovuto digerire la sorpresa delle ossa.

          Come te (se ho capito bene) non riesco a lavorare solo sulla positività del “qui e ora”: ho anche bisogno di visualizzare il quadro completo, anche la parte che fa male, che è difficile da accettare.
          Hai detto bene: è come fare un viaggio in avanti, da cui poi tornare più in equilibrio. Per me l’equilibrio richiede anche la consapevolezza della parte oscura, spaventosa.

          E’ una cosa che anche a me dà, paradossalmente, più serenità.

          Sono contenta di poter esprimere qui questa cosa: io sono una che ha bisogno di parlare delle cose. Verbalizzare mi serve per capire meglio, per accettare, per sistemare. Mio marito da questo punto di vista è bravissimo, ma ci sono cose che capisco che gli creano dolore e c’è un confine oltre il quale, credo, chi non è malato non può andare. Anche per questo questo posto è prezioso.

          In Italia gli spazi di confronto per noi non mi pare siano molti… negli USA ho trovato molto di più.

          Ringrazio Effe perchè in uno dei suoi interventi ho trovato citato un podcast (in inglese) che mi sta aiutando molto: si chiama ‘I am still here’ di Heather Jose. Heather è metastatica da 26(!!) anni e affronta tematiche che davvero mi risuonano moltissimo. Ascoltarla mi dà pace e mi aiuta a riflettere su di me.

           

          Oli, diamoci tempo e, come dicono gli americani, grazia. Sono solo 6 mesi dalla diagnosi, e guarda quanta strada abbiamo fatto in termini di accettazione. Credo che il peggio (psicologicamente) sia alle spalle. Adesso inizia la maratona: prendiamola con calma e fermiamoci a respirare, quando è necessario.

          #24938
          Tessa
          Partecipante

            L’ accettazione e’ un ottima cosa aiuta a non logorarsi mentalmente e a condurre una vita “normale” ma tutto dipende da come si sta, se le cure sono gentili, visto che per noi non c’e guarigione, se si  sta male anche a causa delle cure diventa difficile vedere un orizzonte lontano che non sia tempestoso…

            #24939
            Oli
            Partecipante

              Hai proprio ragione.

              Infatti sono spaventata dal futuro anche per questo motivo: essendo metastatica all’ esordio, ed essendo solo pochi mesi, mi sembra di essere un po’ nell’ anticamera del vero inferno: per adesso solo terapie molto tollerabili, pochissimi dolori, pochissimi fastidi. E le cure all’ inizio funzionano quasi sempre.

              Temo il momento in cui mi diranno che la cura non sta più funzionando, e chissà se la prossima sarà così gradevole…e sto cercando di prepararmi anche a questo.

              E quindi?

              Quindi niente, mi concentro sul momento, cerco di godermi questi giorni (mesi? Anni?) nei quali è tutto sopportabile e ancora arrivano buone notizie, come se potessi mettere da parte questa relativa tranquillità per i momenti burrascosi…che poi in realtà solo quando arriveranno saprò cosa sono davvero.
              Ma cercherò di pensare che almeno ho avuto momenti buoni, che non ho sofferto per tutto il tempo, che ho potuto vivere e ridere e fare cose, e tutto quello che posso fare adesso, pur essendo malata, pur essendo spaventata, non me lo porterà via nessuno.

               

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